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Alla ricerca del miele perduto

Tutte le volte che si raccoglie un miele dagli alveari, inizia un lavoro che segue determinate     procedure al fine di far percorrere a quel miele dentro quei favi un percorso che lo porti, dopo svariati passaggi all’interno di un vasetto di vetro che un qualsiasi consumatore andrà a gustare.

Si il metodo è collaudato, però si lavora con una materia viva, che modifica il suo stato fisico a seconda della temperatura , dell’umidità , della flora di provenienza e alcune volte anche dal terreno di provenienza e quindi ogni volta diventa una gara con se stessi , per riuscire a far uscire quelle gocce di miele dalle cellette, farle scorrere lungo i tubi, farle cadere delicatamente nella botte, aspettare che aria e particelle di cera rimaste inglobate le abbandonino per salire in superficie e poi farle entrare nel vasetto, senza che gli enzimi si deteriorino, senza che le particelle di profumo lo abbandonino, perché quando chi lo assaggerà capisca subito da quale fiore proviene.