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Attenzioni che preservano la qualità del miele nel percorso dalla nascita sui fiori al vasetto.

Il volo

 Le api di un alveare possono perlustrare un territorio intorno all'alveare distante dallo stesso fino a quasi 3 km o almeno così affermano le ricerche. In realtà se un ape percorre 3km esaurisce totalmente le scorte necessarie al volo e quindi non può portare a casa alcun raccolto. Nella produzione e vita dell'alveare però le api non si allontanano più di tanto dall'alveare e gli apicoltori sanno bene che se la fonte nettarifera è posta ad una distanza superiore a 600-1000 metri le api non sono in grado di produrre e accumulare miele oltre al nido, ovvero non producono quel surplus di cui può approfittare l'apicoltore, ma solo ciò che è indispensabile alla loro sopravvivenza.  

E' fondamentale che intorno all'alveare per un raggio di volo "produttivo" non vi siano fiori nati su terreni coltivati con la chimica, perché anche se in quantità bassissime o infinitesimali, queste sostanze si trasferiscono nel nettare inquinandolo. L'area di volo delle api deve anche essere lontana da aree urbane di grande traffico in quanto anche se qualcuno racconta che in città ci sono meno pesticidi che in campagna ( cosa tutta da dimostrare, bisogna vedere di quale campagna si parla)  è vero che nelle aree urbanizzate vi è un fortissimo inquinamento da particolato, da benzene, da polveri sottili e nano polveri e altri inquinanti chimici che avvelenano una vasta area intorno alle città. Ricordiamoci che per raccogliere un cucchiaino di miele vengono visitati migliaia di fiori concentrando, in una piccola quantità di prodotto, il raccolto di una vasta area.

L'alveare

L'alveare dove la colonia di api vive è fatto generalmente di legno, ( oggi vengono anche prodotti in polistirolo (non ammessi in agricoltura biologica)) e i favi sono di cera. Sia il legno e ancora di più la cera, per le loro caratteristiche fisiche hanno la proprietà di trattenere le sostanze chimiche con cui vengono in contatto. Se all'interno dell'alveare vengono inserite sostanze chimiche come acaricidi, antibiotici o se gli stessi vengono posizionati in zone dove le api vengono a contatto con questi, il nido (cera , legno, propoli) ne risulterà inquinato e tale inquinamento non sarà mai degradabile nell'alveare.

Lavorazione miele

Per lavorazione del miele si intendono tutte le manipolazioni a cui il miele viene sottoposto dall'estrazione dei favi fino al versamento nei vasi e al suo magazzinaggio. In generale tutto il miele commercializzato segue procedure di per se abbastanza simili: disopercolatura, estrazione a mezzo centrifuga, travaso, decantazione, invasettamento oppure stoccaggio e poi confezionamento. All'interno di queste procedure vi possono essere differenze di comportamento che possono modificare profondamente il prodotto finale in una miriade di sue componenti: gusto ( più o meno saporito) estetica ( omogeneo o con macchie) fisicità ( solido, cremoso, liquido) salubrità ( con i suoi enzimi naturali o senza)! Quando ero piccolo il miele veniva venduto nei negozi alimentari o dagli apicoltori in due modi,  nei grossi  secchi di raccolta oppure nei negozi a cubi. Il miele era infatti cristallizzato e durissimo, veniva tagliato col coltello e si avvolgeva in un foglio di carta oleata. Poi arrivò Ambrosoli e da quel momento i consumatori hanno perso la memoria.

Io dico che il miele è come il vino, tranne che non migliora invecchiando. Bisogna sapere qual'è il momento buono per invasettarlo, non dovrebbe essere consumato prima di sei mesi, almeno per i bambini sotto i tre anni. Come dicevano i vecchi apicoltori, il miele più buono è quello dell'anno prima.

 

 

 

 




    
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Ultimo aggiornamento 12/02/2012